Ascolto per ascoltare

Ascolto

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Qual è il modo abituale di ascoltare?

Pensiamo alle nostre interazioni quotidiane e al partner che ci stia ascoltando riguardo una questione che ci sta a cuore. Immaginiamo un parente che ci presti ascolto intorno ad un problema. Portiamo alla mente il ricordo di un amico che ci offra ascolto perché stiamo attraversando un momento di sconforto.

Avete mai fatto caso alla durata e alla qualità dell’ascolto altrui o del vostro in primis nei loro confronti in situazioni analoghe?

Ascoltare per rispondere, per dire la nostra, per trovare conferme e per giudicare

Il punto è che molto spesso ascoltiamo per rispondere o per dire la nostra opinione trattenuta a stento dietro l’impellenza di dire. Il più delle volte ascoltiamo in cerca di conferme del nostro punto di vista sulle questioni che le altre persone ci sottopongono. Di frequente ascoltiamo per giudicare e affermare che noi non ci saremmo mai comportati così in quel frangente… cascasse il mondo!

Eppure, se ci analizziamo con sincerità credo che chiunque possa fare ammenda degli errori commessi da “pressapochista-ascoltatore” e stilare un proprio elenco di sbagli.

Ascoltare per uno psicologo: ascolto per ascoltare

In quanto psicologo, non posso fare a meno di notare queste abitudini tutte umane. Perciò ritengo importante parlarvi dell’ascolto.

In particolare, desidero rendervi partecipi dei principi che tengo a mente nel mio lavoro per fare in modo che le persone si sentano quanto più ascoltate.

Negli esempi che ho scelto di presentarvi poco sopra, abbiamo compreso che l’elemento comune nel quotidiano è che “ascoltiamo PER”, per rispondere, per dire la nostra, per trovare conferme e per giudicare. Quel che mi impegno a fare io è sostituire queste finalità dell’ascolto per inserirne una nuova: ascoltare per ascoltare.

Cosa significa ascoltare per ascoltare?

Vuol dire ascoltare per sentire la voce dell’altro, implica fare spazio al suo punto di vista, corrisponde ad un invito a riflettere assieme senza la pretesa di esaurire una questione ma piuttosto aprendosi alle innumerevoli domande che questa porta con sé.

In dettaglio, si tratta di un ascolto protratto, che mira ad approfondire le tematiche, focalizzandosi su quelle pregnanti e aperto a mettere in evidenza aree dense di significato ancora inesplorate; un ascolto attento ai particolari, personalizzato e quindi soprattutto rispettoso di tempi e modalità di ciascuna persona.